Nome dell’esposizione – Il mondo dei sogni di Thea Weltner
Fonte: Chronik in Weiss, Thea Weltner, 1917 – 2001
Venne al mondo il 21 aprile 1917 a Jihlava, allora ancora sotto la Monarchia asburgica. In questa città, che dal 1918 era divenuta ormai cecoslovacca, trascorse la sua infanzia e gioventù, similmente al suo congiunto Gustav Mahler qualche decennio prima. Così come lui però in età matura abbandonò la città e il destino la spinse in diversi luoghi del mondo.
Dopo gli esami di maturità al ginnasio di Jihlava nel 1935 andò a studiare filosofia all’Università di Carlo a Praga. Nel poco tranquillo periodo alla fine degli anni 30 del XX secolo non terminò tuttavia gli studi e tra gli anni 1936-1937 frequentò la scuola di stilista di moda a Praga. Proprio all’applicazione di questa arte insieme al design di mobili e al disegno di costumi storici si dedicò anche negli anni successivi. L’origine ebraica, le vicende traumatiche dell’epoca della guerra, nel corso della quale morì tutta la sua famiglia, ma anche gli studi incompiuti di filosofia esercitarono una grande influenza sul successivo sviluppo artistico e sulla produzione.
Dopo la seconda guerra mondiale ritornò al design di moda, e cioè prima a Praga, e dal 1948 in Germania. Lasciò però questo paese già l’anno successivo e nei successivi 17 anni visse in Australia, dove si dedicò ancora al design di moda e alla pittura. Nel 1966 ritornò in Europa e andò a vivere in Svizzera. Qui nel corso degli anni 1973-1974 frequentò la Scuola artistico-artigianale di Zurigo. Partecipò poi ad alcune mostre collettive degli artisti di Zurigo e ben presto suscitarono l’attenzione del pubblico le sue fragili e enigmatiche opere, anche oltre i confini della Svizzera.
Nel 1979 fu assunta presso l’Associazione dei pittori, scultori e architetti svizzeri /Gesellschaft Schweizerischer Maler, Bildhauer und Architekten, GSMBA/. Gli anni 70 che stavano tramontando significarono l’inizio di un periodo di più di venti anni di notevole attività artistica. Thea Weltner non si occupò solo di creazioni per le esposizioni, ma collaborò anche a scenografie per pezzi teatrali, progetti e performance /ad esempio nel 1983 il progetto „Acquedotto d’oro“ a NY/. Per tutta l’opera di Thea Weltner è caratteristica la suddetta fragilità e l’aura di mistero che copre tutto, come parimenti la predilezione per il bianco e la quasi totale assenza degli altri colori. Come soggetto prevale nella sua creazione soprattutto la questione dell’esistenza e della via dell’umanità, la fine e la possibilità della fine del mondo, ma anche l’attenzione per la politica culturale e per molti altri soggetti, i quali rimangono attuali ancora oggi e aspettano tuttora delle risposte, oppure nuove domande.
Thea Weltner morì il 17 maggio 2001 a Zurigo, nel 2003 le fu assegnato il premio della città di Jihlava, In memoriam. Gli oggetti che si trovano nell’esposizione, derivano dal lascito dell’autrice. Per espressa volontà furono collocati proprio nella Casa di Gustav Mahler. Altre sue opere si trovano ad esempio nelle collezioni della Galleria nazionale a Praha, nella Casa d’arte a Zurigo, nella Biblioteca d’arte del Museo statale a Berlino, oppure in collezioni private in Europa e negli USA.
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